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ORGANIZZATO DA : |
COORDINAMENTO REGIONALE VAS-CAMPANIA
Coordinatrice Regionale: Rosachiara CERNUTO
Responsabile Area Cultura e Educazione: Ermete FERRARO
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:REGIONE CAMPANIA
Ass.to Reg.le Istruzione e
Formazione

COMUNE DI SORRENTO
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PERIODO |
area |
TEMATICHE |
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Dal
15 Set. al 15 Ott.’08:
5 seminari di 4 ore ((16,00- 20,oo) per
un totale di 20 ore |
(1) SCIENTIFICA
(Coord.to:
Walter
IANNOTTI,
Esecutivo Nazionale VAS ) |
Ecologia – Biodiversità – Fonti energetiche
rinnovabili Inquinamento dell’aria, delle acque, del suolo e
dell’etere – Il ciclo dei rifiuti – Quale agricoltura per quale
alimentazione…
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dal
15 al 31 Ott. ’08 :
3 seminari di 4 ore . (16,00-20,00), per un totale di
12 ore |
2)
SOCIO-ECONOMICA
E POLITICA
(Coord.to:
Antonio
D’ACUNTO,
Presidente on. ed ex Coordinatore VAS Campania) |
Modelli di sviluppo economico e di consumo -
Dalla sostenibilità ambientale alla decrescita – Ecologia sociale
- Movimenti ambientalisti e partiti ‘verdi’ – Ecopacifismo e
difesa nonviolenta… |
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D dal 10 al 29 Nov. ’08:
3 seminari di 4 ore (16,00-20,00), per un totale di
12 ore |
(3) giuridica
(Coord.to:
Rosachiara CERNUTO,
Coordinatrice VAS Campania) |
Legislazione e giurisprudenza ambientale –
Trasparenza amm.va e tutela del cittadino dai reati ambientali –
Competenze Enti Locali e Regioni in materia ambientale…
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dal 1° al 19 Dic. ’08 :
3 seminari di 4
ore . (16,00-20,00), per un totale di
12 ore |
(4) UMANISTICA
(Coord.to:
Ermete
FERRARO, Resp. Cultura
-Educazione VAS Campania) |
Ecologia linguistica - Diversità culturale e
sua tutela – Educazione ambientale e ‘Carta della Terra’ – Etica
ambientale ed eco-teologia… |
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DOCENTI |
Giovanni
ALIOTTA
:
Docente, Dip.to Scienze della vita, Seconda Università
di Napoli
Flegra
BENTIVEGNA
: Ricercatrice
e docente, Stazione Zoologica "A. Dhorn" di Napoli
Mauro BONAIUTI :Docente di Istituzioni di Economia, Univ.
di Modena e Reggio Emilia
-
Riccardo
CANIPAROLI
:
Geologo, Docente, Comitato Scientifico VAS
Gabriella CUNDARI :
Docente Politica dell’ambiente,Università
di Napoli ‘ Federico II’, Assess. Regione Campania
Franco
CUOMO : Docente
Sociologia processi comunicativi e culturali, Seconda Univ. di
Napoli
Antonio
D’ACUNTO
: Ingegnere, fondatore ed ex
Coordinatore
di VAS Campania
Vincenzo
DELEHAYE
: Esperto e
Consulente Ambientale
Ermete
FERRARO
: Docente di lettere , operatore socio-educativo, ecopacifista,
ecolinguista
Walter
GANAPINI
:
Docente universitario - Assessore Ambiente
Regione Campania
Giuliana MARTIRANI
:
Docente Geografia politica ed economica - Sc. Politiche- Univ.
Napoli ‘Federico II’
-
Luciano
SANTOIANNI
(Avvocato,
Comitato Giuridico VAS)
Amalia
VIRZO DE SANTO
:
Docente Ecologia, Università di Napoli
’ Federico II’
Alex
ZANOTELLI
: Missionario Comboniano
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PROGRAMMA E ORGANIZZAZIONE DEI SEMINARi
   
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Sede: Ai
corsi del progetto UNIVERSIVÁS DI NAPOLI è stato accordato un contributo
finanziario da parte della REGIONE CAMPANIA (Assessorato Istruzione
Formazione e Lavoro) e del COMUNE DI SORRENTO. Essi si svolgeranno
presso la sede regionale di
VAS onlus (Calata Trinità Maggiore n. 4- 8032 Napoli)
oppure, se previsti in forma di workshop, presso il centro
comunitario della FOCS onlus (Fondazione “Casa dello Scugnizzo”
ONLUS), a Materdei. “Verdi Ambiente e Società onlus” è
un’Associazione Nazionale di Protezione Ambientale, riconosciuta dal
Ministero dell’Ambiente, e le cui finalità statutarie prevedono
esplicitamente l’organizzazione e lo svolgimento di attività di
formazione e di educazione ambientale.
ü
Docenti:
I 15 relatori previsti (in maggioranza docenti universitari
o esperti della materia), hanno già partecipato ad iniziative
seminariali organizzate da VAS Campania (in particolare alle 5 edizioni
della “Festa VAS della Biodiversità”), e faranno parte di un
Comitato Scientifico, che garantirà la valenza
culturale e l’impegno continuativo nel tempo della
UNIVERSIVÀS DI NAPOLI. Ogni docente/relatore produrrà una documentazione (su supporto cartaceo ed informatico) del proprio
intervento, sia a fini didattici sia per consentire la pubblicazione di
tale materiale, in parte o del tutto, su un testo a stampa (libro,
rivista monografica…) e, quando possibile -in forma multimediale- su
questo sito.
ü
Durata:
Per ciascuna
delle
4 aree di studi previste (Scientifica, Socio-economico-politica,
Giuridica e Umanistica) sono ipotizzabili da 5 a 3
seminari (vedi programma a fianco) la cui durata potrà essere
limitata ad un solo giorno (4 ore in orario pomeridiano: h 16,00
– 20,00, di cui 2 dedicate ad attività laboratoriali) oppure si potrà
prevedere uno workshop di un’intera giornata, comprensivo di
pasto (sabato o domenica: h. 10,00- 13,00 e 15,00 – 18,00). Tenuto
conto che si tratta di 14 seminari di durata media di 4 ore,
l’intero corso di studi prevedrebbe un numero oscillante tra le 50 e
le 60 ore complessive, da svolgere da Settembre a Dicembre 2008.
ü
Pubblicizzazione, iscrizioni e
certificazioni:
I corsi saranno pubblicizzati con un’apposita locandina a stampa,
attraverso questo sito web (ma anche su quello regionale
www.vascampania.org e
nazionale
www.verdiambientesocieta.it )
e attraverso i media (conferenza stampa iniziale, dépliant,
comunicati stampa, eventuali inserzioni su quotidiani, periodici o
radio-TV). E’ prevista la partecipazione a titolo gratuito delle
persone interessate e che si prenotino a ciascuna area tematica (min 5 -
max 15), previa iscrizione all’Associazione e versamento di un
contributo-spese non inferiore ad € 10,00 per ciascuna area tematica
seguita (per materiale didattico e rilascio certificazione della
frequenza). Per gli eventuali pasti, in occasione dei workshops,
si prevede un rimborso unitario di € 5,00 da versare a favore della FOCS
onlus, con la quale VAS Campania ha già in corso un protocollo d’intesa. Si ritiene però opportuna la partecipazione degli iscritti
all’intero programma dei corsi, per offrire loro una visione il più
possibile inter-disciplinare ed integrata delle questioni affrontate
e per far loro svolgere un
qualificato percorso formativo, di cui saranno comunque certificate le
effettive ore di frequenza.
UNIVERSITAS vs DIVERSITAS ?
di Ermete FERRARO (*)
Quando abbiamo pensato di dare un nome al nostro corso di studi sulla
diversità biologica e socio-culturale ci è venuto spontaneo, giocando
sull’acronimo della nostra associazione (VAS=Verdi Ambiente e Società) ,
coniare “UNIVERSIVAS”. L’assonanza con la parola latina universitas e
con la denominazione attribuita agli studi accademici (Università) ci
sembrava indicativa di due elementi-base di questo progetto
(a) la volontà di proporre una formazione
breve, di tipo seminariale, ma non per questo priva di valenza
scientifica e di un apprezzabile livello educativo-didattico;
(b) l’intenzione di sottolineare ancora
- dopo l’esperienza positiva di ben cinque edizioni della “Festa VAS
della Biodiversità”, svolte a Napoli dal 2001 al 2005 - che per noi
“biodiversità” è il cuore stesso di una nuova filosofia globale e di un
ambientalismo capace di coniugare il rigore dell’ecologia scientifica
con l’apertura ad una visione interdisciplinare, globale ed impegnata a
vari livelli (ecologia sociale).
E’ proprio in nome di questa "universitas studiorum" (locuzione latina
comunemente mutilata in “università”, facendo così smarrire il senso
stesso dell’impostazione unitaria del sapere) che VAS propone questi
quattro cicli di seminari. Essi non riguardano esclusivamente la
“biodiversità” in senso stretto (cui ovviamente sono dedicati i primi
incontri, relativi all’area propriamente scientifica), ma anche
importanti questioni di ordine socio-economico e politico (concetto di
sviluppo, sostenibilità ambientale e/o decrescita, ecologia sociale,
ecopacifismo…); giuridico (legislazione e giurisprudenza in materia
ambientale, universalità dei diritti umani e diversità culturale…),
nonché problematiche di natura più “umanistica” (ecologia linguistica,
etica ambientale, tutela della diversità culturale…). Chi ha una
certa sensibilità linguistica può facilmente accorgersi che l’etimologia
delle due parole-chiave in questione (UNIVERSITAS e DIVERSITAS)
sembrerebbe condurci ad un’opposizione concettuale, nella misura in cui
la prima suggerisce l’atteggiamento mentale di chi rivolge l’attenzione
verso ciò che è comune, unitario e, per l’appunto, “universale” (ad unum
vertere), laddove la seconda propone una visione opposta, quella cioè di
chi volge la propria attenzione a ciò che risulta differente ed esterno
(dis-vertere). Ma se è vero che l’accostamento dei due concetti produce
una sorta di ossimoro (in quanto avvicina la ricerca di quanto c’è di
comune al perseguimento di ciò che, viceversa, sottolinea e valorizza le
differenze), è non meno evidente che i principali difensori della
“diversità” sono, paradossalmente, proprio i portatori di visioni
globali ed universali, come gli scienziati, i filosofi morali e gli
ideologi della politica.
“Infatti,
colui che conosce la verità conosce la necessità del diverso, la
comprende e la ama, allo stesso modo con cui comprende ed ama la
propria diversità. Chi invece è nell’errore e possiede una perfezione
insufficiente per riconoscere l’altrui diritto alla diversità, cercherà
in ogni modo di negarlo e di ridurre l’altro all’identità con sé. Egli
sarà necessariamente intollerante e potrà essere soltanto costretto alla
tolleranza da una superiore autorità.”,
Il riferimento ad un filosofo come
Spinoza e al concetto di “tolleranza” ci conduce facilmente su un
terreno molto delicato quanto attuale. Si tratta di una questione
immediatamente derivata da quella più generale: come conciliare
l’universalità dei diritti umani (nel nome della quale si battono tante
persone impegnate nei movimenti progressisti e pacifisti) col
riconoscimento di quelle oggettive “diversità culturali” di cui gli
stessi si fanno difensori?
Secondo il documento cui si fa riferimento, la risposta sta nella
saggezza di chi sa distinguere tra principi giuridici generali ed
universali – come quelli relativi ai diritti dell’uomo – ed i differenti
“contesti sociali, culturali, politici ed economici” nei quali quelle
norme vanno applicate. Il rapporto tra le legislazioni specifiche e la
regolamentazione a livello internazionale delle materie giuridiche, del
resto, è un esempio di quella “sussidiarietà” che impedisce alla
diversità di trasformarsi in frammentazione e al rispetto delle
differenze culturali di scadere in un relativismo assoluto e negativo.
Basti pensare, poi, allo slogan che ha da sempre caratterizzato il
movimento ambientalista. Il pensare globalmente e l’agire localmente non
costituiscono affatto un’antitesi, ma l’unica impostazione corretta per
chi si rende conto che, se si vogliono davvero cambiare le cose, il
protagonismo delle persone può estrinsecarsi solo a livelli di
prossimità, ma questo non significa agire in modo miope, senza la
prospettiva d’insieme e la percezione delle situazioni nella loro
complessità.
Lo stesso termine “biodiversità”, d’altronde, ha una storia piuttosto
breve, visto che la sua origine viene comunemente fatta risalire ad un
forum sulla diversità biologica che si svolse negli Stati Uniti
d’America nel 1986, ad opera della National Academy of Sciences insieme
con la famosa Smithsonian Institution. Quello che è certo è che, a
partire dagli anni ’90 del XX secolo, questa parola è diventato ormai di
uso comune, anche se non sempre ne risulta perfettamente chiaro ed
uniforme il significato, perfino all’interno della stessa comunità
scientifica. Uno storico della scienza, David Takacs, ha dedicato un
libro intero all’analisi dell’evoluzione semantica di questa parola e,
dopo aver intervistato più di venti celebri biologi ed aver preso atto
della letteratura in proposito, ha concluso che: “La biodiversità si
trova nel cuore di una complessa rete […] gli atteggiamenti fattuali,
politici, emozionali, estetici, etici e spirituali nei confronti del
mondo naturale sono incorporati nel concetto di “biodiversità”; così
confezionata, la “biodiversità” è usata per modellare la percezione
pubblica di, i sentimenti riguardo e le azioni verso quel mondo.”
Il
rischio di una semplificazione eccessiva del concetto, soprattutto in
ambito giuridico e laddove bisogna assumere decisioni concrete in nome
di tale principio, è innegabile. Ma quando si affronta il rapporto tra
la “diversità” e i diritti umani è evidente che si coglie l’essenza
stessa del concetto di “democrazia”. Come ha opportunamente osservato in
proposito uno studioso, Patrice Meyer-Bisch, la diversità è l’essenza
stessa della convivenza democratica, dal momento che il “di-verso” è
definibile e comprensibile solo in rapporto a un “uni-verso”. Se
smettiamo di considerare le differenze solo come la “rottura” di
un’unità, egli afferma, riusciamo a coglierle come una “ricchezza
potenziale”, o meglio, come la condizione per valorizzarle come tali,
naturalmente all’interno di una scelta volontaria ed evitando ogni
forzatura che porti a subirle.
Non a caso, “…arricchire l’universalità con la diversità e favorire
l’appropriazione di questi diritti da parte di ogni persona…” è quanto
si propone l’art. 9 punto “d” della “Dichiarazione di Friburgo sui
diritti culturali”, proclamata il 7 maggio 2007
Una delle organizzazioni scientifiche internazionali che risultano più
attive e produttive nel campo degli studi interdisciplinari sulla
biodiversità si chiama proprio“DIVERSITAS”. Essa si propone di collegare
tra loro le scienze biologiche, ecologiche e sociali, per poter
rispondere in modo più adeguato alle seguenti domande chiave:
(i) come si è evoluta la biodiversità, nello spazio e nel tempo, fino a
giungere allo stato attuale? (ii) Quanta biodiversità esiste ed in
che modo il suo cambiamento o la sua perdita agisce sull’intero sistema
? (iii) In che modo la biodiversità corrisponde alla produzione
di funzioni e servizi dell’ecosistema, e qual è il vero valore di tali
prodotti? (iv) Come può l’indagine scientifica sostenere la
politica e l’assunzione di decisioni, così da incoraggiare un uso più
sostenibile della biodiversità?
Ebbene, anche i seminari proposti da UNIVERSIVAS DI NAPOLI, sia
pure ad un livello divulgativo e meno impegnativo, si prefiggono
lo scopo di collegare tra loro gli aspetti di un sapere che va
valorizzato nelle sue specificità e nei suoi diversi approcci, alla luce
di una visione globale e senza dimenticare che lo studio e la ricerca
scientifica vanno comunque rapportati alle scelte concrete, e quindi ad
una dimensione pragmatica e non solo teorica. Il richiamo ad un pensiero
forte – superando il relativismo paralizzante di quello definito
'debole' – e la volontà di coniugare teoria e prassi, quindi, sono le
linee direttive di un percorso formativo che si rivolge agli studenti,
ma anche ad altri soggetti – giovani o meno – che siano interessati a
comprendere di più e meglio che ciò che ci sta accadendo intorno non è
frutto del caso, bensì di scelte e di logiche ben precise. Non è
possibile contrastare quel modello devastante di sviluppo – che fa
sempre più vittime tra la gente non meno di quante ne faccia a livello
ambientale - se non se ne comprendono i meccanismi e, soprattutto, se
non ci si rifà ad una visione complessiva di un rapporto equilibrato e
nonviolento tra uomo e natura e tra uomo e uomo. Parlare di tutela
della biodiversità senza cercare un nuovo paradigma etico, economico,
sociale e politico può risultare illusorio e sterile. Ecco perché – come
ambientalisti impegnati nel sociale e preoccupati dalle minacce
crescenti alla pace – siamo convinti che questo ciclo di seminari possa
costituire una buona occasione per riflettere e per progettare insieme
un domani diverso.
(*)
Coordinatore Progetto "UNIVERSIVAS DI
NAPOLI"

Filippo Mignini, “Spinoza: oltre l’idea della tolleranza” in
La tolleranza religiosa, Milano, Vita e Pensiero, 19 , pp.163-197
Fred Bosselman,
A Dozen Biodiversity Puzzles
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VAScoltiamo...
Numero Verde per
segnalazioni a VAS Nazionale
www.verdiambientesocieta.it
Å081
5525466 tel&fax
del Circolo VAS di Napoli e del Coordinamento VAS-Campania
Cliccare sul collegamento per consultare documenti su:
 | Organizzazione di VAS (1) |
 | Diversità Culturale ed Ecologia Linguistica (1) |
 | Ecopacifismo (5) |
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 | Gestione smaltimento rifiuti (2) |
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