Un nuovo movimento ambientalista per un “ambientalismo in movimento”

 

1.   Premessa

 

Il Circolo territoriale di Napoli dell’Associazione VAS – così come gli altri presenti ed operanti in una regione difficile come la Campania – ha deciso di svolgere in anticipo la propria assemblea, ed apre quindi, un calendario assembleare che si chiuderà, in dicembre, con la riunione plenaria del Coordinamento Regionale dei Circoli.

Questo 2005, giunto al suo ultimo trimestre, sta segnando indubbiamente un momento di crisi per l’Associazione e richiede da parte di tutti gli aderenti a VAS un onesto bilancio della propria azione – ai vari livelli – nonché una seria riflessione sulle prospettive – programmatiche ed organizzative - che si aprono per essa.

Non si tratta di darsi una “immagine” piuttosto che un’altra, per essere più visibili e competitivi nel mondo dell’ambientalismo italiano, da tempo già afflitto nel suo insieme da una crisi che, a sua volta, investe tutto l’associazionismo.

Occorre, piuttosto, che si facciano scelte chiare e non certo scontate, rilanciando quello che, opportunamente, VAS ha chiamato un “ambientalismo in movimento”. Questo comporta che si costruiscano le basi per un’organizzazione più radicata sul territorio, più incisiva e partecipativa, ma anche che si avvii finalmente una riflessione sul concetto stesso di “ambientalismo”. Esso, infatti, appare sempre più usurato e banalizzato, nel momento in cui continua ad essere avulso da un contesto più ampio, che è quello di una filosofia complessiva, di un “pensare globalmente” che sappia dare un senso allo “agire localmente”.

Il Circolo VAS di Napoli, fin dalla sua nascita, ha sempre costituito un’originale sintesi di esperienze personali, ma anche il luogo  di riflessioni collettive, ponendo l’ecologia sociale e l’ecopacifismo come due specifiche direttrici di marcia. Ciò è stato necessario, negli anni trascorsi finora, per non smarrire il senso complessivo di un’azione necessariamente assorbita da alcune tematiche di “ecologia urbana” (piani regolatori ed altri strumenti di pianificazione urbanistico-territoriale; rilancio delle periferie cittadine e decentramento amministrativo nell’abito della ‘città metropolitana’; lotta ad ogni forma d’inquinamento dell’aria,del mare e dell’etere; ‘rinaturalizzazione’ di alcune aree e realizzazione di parchi urbani, etc.).

Come circolo di un’Associazione nazionale, d’altra parte, non abbiamo mai trascurato d’impegnarci anche su terreni più specificamente ecologisti: dalla salvaguardia e qualificazione dei parchi e riserve naturali alla tutela del patrimonio boschivo e dei diritti “al” e “del” mare; dalla battaglia contro gli OGM e per la difesa della salute umana da vecchie e nuove insidie alle questioni energetiche; dalla campagne contro l’inquinamento elettromagnetico a quelle per un’alimentazione sana, naturale e rispettosa delle tipicità locali.

Una specificità di VAS Napoli – anche per lo specifico patrimonio ideale e di azioni di chi ne ha fatto e ne fa parte – è stata, si diceva, quella delle battaglie eco-pacifiste (per opporsi alla militarizzazione del territorio e del mare e contro l’aeroporto militare e le basi USA e NATO che minacciano la sicurezza della città) ed anche un qualificato impegno su aspetti meno seguiti a livello nazionale, come la tutela del patrimonio non solo ambientale, ma anche artistico e storico, e quello per promuovere e diffondere la cultura della biodiversità, a livello naturalistico ma anche socio-culturale.

            E’ appunto alla “biodiversità come nuova filosofia della vita” che sono state dedicate, infatti, ben cinque edizioni della Festa Nazionale di VAS che il coordinamento della Campania ha organizzato proprio a Napoli. Esse hanno riscosso un grandissimo successo ma, soprattutto, sono riuscite a creare quasi dal nulla un polo eccezionale di attrazione per la gente comune e per il già attento mondo accademico-scientifico, sull’importanza fondamentale della “diversità” biologica e culturale come chiave di volta di un nuovo ambientalismo.

            Purtroppo i meno coinvolti dall’entusiasmo travolgente dei Napoletani “biodiversi”, a quanto pare, sono stati proprio gli amici di VAS che, a livello nazionale e regionale, non mostrano di nutrire lo stesso interesse per un impegno che sembra sconvolgere una “routine” di campagne collaudate ed un’organizzazione che stenta ad aprirsi davvero al decentramento ed agli “imput” che vengono dal basso.

            L’assemblea del Circolo di Napoli, date queste premesse, non può non rispondere ad alcuni importanti quesiti che riguardano sia la sua ancora insoddisfacente consistenza quantitativa e la sua diminuita efficienza qualitativa, ma anche il suo rapporto con il Coordinamento regionale e con l’Esecutivo nazionale di VAS, della cui fragilità e scarsa credibilità si continuano purtroppo ad avere prove, dopo la scorsa Assemblea nazionale di Sorrento e, soprattutto, dopo il Consiglio Nazionale tenuto proprio a Napoli nello scorso mese di Giugno.

 

           

2. Campagne ed azioni in corso e priorità programmatiche per il nuovo anno sociale. 

 

Se ripercorriamo le azioni intraprese da VAS Napoli negli ultimi 12 mesi (ottobre 2004-ottobre 2005), anche con l’ausilio di una rassegna-stampa un po’ più esile degli anni precedenti, s’individuano due linee d’intervento. Da una parte la protesta e la proposta in materia di provvedimenti per la mobilità urbana ed i trasporti (pedonalizzazione del Centro antico, tariffe dei trasporti urbani, etc.), dall’altra alcune battaglie per la qualità della vita in una città multiproblematica come Napoli, con particolare riferimento al rilancio della raccolta differenziata dei rifiuti urbani (visti come risorsa e non solo come problema), alla richiesta di risposte serie al rischio-amianto ed alla bonifica di aree come quella di Bagnoli, che vanno rinaturalizzate e non certo finalizzate a nuove mire speculative, senza trascurare l’importante ruolo di tutela ambientale ed animalista che VAS ha avuto nella vicenda della chiusura e successiva, ambigua, riproposizione in chiave protezionista del Giardino Zoologico di Napoli.

C’è da lamentare, invece, che altre iniziative originali e vincenti del Circolo napoletano, come quella della conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Città oppure la battaglia contro “antenna selvaggia”, abbiano subito un evidente rallentamento.  Si è ridotta, inoltre, l’incidenza dell’associazione anche su altre tematiche estremamente importanti ed attuali, come i rischi ambientali e socio-sanitari derivanti dalla presenza dell’Aeroporto di Capodichino, dei natanti a propulsione nucleare nel Golfo di Napoli, nonché su una questione fondamentale come il progetto di privatizzazione dell’acqua e di smantellamento di un essenziale servizio pubblico come quello della gestione degli acquedotti. Benché in tutte queste vicende VAS abbia comunque cercato di assicurare una rappresentanza, nei vari comitati, infatti, è mancata finora la capacità di operare in modo continuativo ed efficace come Circolo territoriale.

Se è vero, poi, che i soci napoletani di VAS sono stati in primo piano nell’organizzazione anche della quinta edizione della “Festa della Biodioversità in Villa Comunale, va però rilevato che tale impegno è apparso fin troppo assorbente delle già limitate “risorse umane” del Circolo e, dopo l’apparente apertura dello scorso anno, non è sembrato coinvolgere affatto l’Amministrazione Comunale di una Città che, proprio in materia ambientale, sta purtroppo dimostrando di  meritare la “maglia nera” dei comuni inquinati.

Il difficile rapporto con la Giunta Comunale, fra l’altro, costituisce una delle questioni che VAS Napoli dovrà affrontare con chiarezza, nella consapevolezza che va esclusa ogni indulgenza nei confronti di scelte palesemente sbagliate o di discutibili compromessi. E questo non solo perché farlo rischierebbe di compromettere la già ridotta credibilità di un’Amministrazione di centrosinistra (che pur annovera al suo interno un assessore “verde” ed un altro che ha guidato per anni un’associazione ambientalista), ma soprattutto perché comprometterebbe il futuro della Città che amiamo, ma dove sta diventando sempre più difficile vivere e crescere i propri figli.

Le priorità programmatiche per la conclusione del 2005 e per il prossimo anno sociale, quindi, dovranno necessariamente tener conto delle oggettive emergenze ambientali e sociali di Napoli: smaltimento/riciclaggio dei rifiuti; inquinamento atmosferico ed acustico; gestione delle ancora insufficienti quote di “verde pubblico” disponibile; lotta al degrado ambientale e socio-culturale delle periferie urbane anche col decentramento di alcune competenze amministrative importanti alle nuove Municipalità; bonifica e piani di sviluppo dell’area industriale occidentale e di quella orientale…  Non si potrà trascurare, d’altra parte, di recuperare le linee di tendenza “storiche” dell’azione di VAS a Napoli, con particolare riferimento alla valorizzazione del suo patrimonio ambientale e storico-artistico tuttora “negato” o degradato ed al rilancio delle attività di educazione e di coscientizzazione ambientale dei cittadini su alcune questioni essenziali per la loro salute e la loro sicurezza (dal rischio-amianto a quello da “elettrosmog”; dalla progressiva riduzione dell’impatto ambientale aeroporto civile di Capodichino all’esclusione dei natanti a propulsione nucleare dal mare di Napoli).

Volendo sintetizzare ulteriormente – e più credibilmente – le priorità che il Circolo napoletano di  VAS farebbe bene a darsi, si potrebbe puntare su tre questioni fondamentali :                                                                                                                  1) valorizzazione del rifiuto come risorsa, ma anche lotta allo spreco consumistico;

 2) riscoperta-valorizzazione delle ricchezze storico-ambientali di una città unica;

 3) lotta ad alcuni tipici inquinamenti urbani (rumore, elettromagnetismo, amianto).

            Le tre “campagne” cittadine di VAS-Napoli, quindi, potrebbero essere così efficacemente denominate: “NAPULITAMENTE” ;LE NAPOLI DA SCOPRIRE” e, infine, “DISINQUINAPOLI”.

            E’ chiaro che la scelta di queste tematiche, in via preferenziale, non esclude affatto che l’associazione – a livello cittadino – continui ad occuparsi di tutte le questioni che finora l’hanno vista più o meno attivamente presente, ma per le quali si dovrà necessariamente puntare più su interventi indiretti (comunicati stampa, partecipazione a comitati cittadini, “lobbying” sugli amministratori pubblici) che sull’organizzazione di vere e proprie campagne di azione diretta, coordinata ed a lungo termine.

 

 

3. Per una riorganizzazione  del Circolo VAS di Napoli.

 

            E’ evidente che il successo di queste tre azioni prioritarie richiede un’accurata progettazione collettiva delle stesse, una presenza più diffusa sul territorio ed una sapiente organizzazione anche sul piano della comunicazione e delle pubbliche relazioni (dèpliant illustrativi, conferenze stampa, coinvolgimento dell’Amministrazione comunale, reclutamento di nuovi aderenti da coinvolgere in prima persona come ‘militanti’ e non solo come generici ‘aderenti’).

            E’ altrettanto chiaro che una preventiva campagna di adesioni all’Associazione ed una maggiore “visibilità” esterna di VAS restano pre-requisiti essenziali per far compiere al Circolo un salto sia quantitativo sia qualitativo.

Occorre, pertanto:

1.      utilizzare al meglio le risorse umane già presenti, dando a ciascuno un ruolo specifico da svolgere, in base ai propri interessi e preferenze;

2.      rilanciare momenti d’incontro intermedio, dando vita a periodiche riunioni di gruppi di lavoro a tema (sulle 3 campagne prioritarie);

3.      ricercare e valorizzare la presenza di nuovi soci “giovani”, capaci di portare nell’Associazione idee e prospettive nuove ed originali;

4.      delegare i compiti di rappresentanza cittadina del Circolo ad alcuni specifici referenti individuali (ad es. nel Comitato contro la privatizzazione dell’acqua, in quello per Capodichino, contro le basi militari oppure per monitorare la nuova gestione dello Zoo cittadino);

5.      rendere sempre più fruibili ed efficaci gli strumenti di comunicazione e di pubbliche relazioni di VAS con l’esterno, a partire dall’ufficio stampa cittadino e dalla gestione del sito web regionale, che dovrebbe dedicare uno spazio specifico al Circolo di Napoli;

6.      darsi un’organizzazione interna agile ed efficace – il Gruppo di Coordinamento –  di cui dovrebbero far parte i responsabili delle 3 campagne prioritarie (rifiuti, patrimonio storico-ambientale, lotta agli inquinamenti) ed i referenti di altri 3 settori-chiave  (ecopacifismo, aree verdi urbane, promozione della cultura della biodiversità);

7.       cercare una nuova sede cittadina, evitando comunque un’ identificazione di fatto del Circolo di Napoli col Coordinamento Regionale, diversificando gli orari delle riunioni e, possibilmente, individuando un luogo fisico autonomo per il Circolo.

Il presente, sintetico, documento costituisce solo una proposta – peraltro doverosa – da parte di chi ha svolto fin troppo a lungo il ruolo di Coordinatore di VAS-Napoli e che si presenta dimissionario non solo da tale incarico cittadino, ma anche da membro del Coordinamento Regionale e del Consiglio Nazionale di VAS.

Ringrazio sinceramente gli Amici che hanno avuto fiducia in me e resto, comunque, a loro disposizione per contribuire al rilancio di un’Associazione che deve poter contare però su nuove forze ed idee, senza tradire la sua storia e, quindi, la sua originale “diversità” nel panorama dell’ambientalismo italiano.

 

                                         Ermete Ferraro