ILVASTINO Napoletano
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VAS Napoli: Nuovo Coordinamento

NAPOLI, NOVEMBRE '06 - Lo scorso due novembre '06, alle ore 18,30, si è svolta la riunione del Circolo VAS di Napoli. E’ stato definito un percorso di rilancio dell’attività associativa e delle stesse adesioni al Circolo. In attesa di cogliere i frutti della campagna 2007 di adesione all’Associazione per il  l’organigramma di VAS-Napoli napoletano prevede un esecutivo collegiale, di cui fanno parte: Peppe Riccio (coordinat.), Ermes Ferraro (portavoce), Pasqualino Barisano e (organizzazione) e Arnaldo Tavano (campagne).

Nella stessa riunione, Peppe Riccio ha illustrato un articolato documento sul problema della mobilità e dei trasporti a Napoli e nella sua area metropolitana. Il contributo  sarà inviato all’Amministrazione Comunale, per sottolineare l’importanza di scelte coraggiose ed alternative per decongestionare Napoli e promuovere una mobilità sostenibile.

Per rilanciare la proposta di VAS in Città, infine, è stato deciso di realizzare questo sito - web (www.vasnapoli.org) , affidandone la realizzazione ad Ermes Ferraro, che continuerà a svolgere il ruolo di portavoce e responsabile-stampa del Circolo di Napoli.                              (Nella foto: Peppe Riccio)

COLDIRETTI: biodegradabile contro l'emergenza rifiuti

NAPOLI,8 NOV. '06 "Bottiglie, buste della spesa, ciotole, piatti, bicchieri, posate, vaschette, assorbenti, cannucce e addirittura un abito da sposa completamente realizzati in materiale biodegradabile derivato dal granoturco, che può essere rapidamente smaltito nell’ambiente circostante senza lasciare residui inquinanti e contribuendo a risolvere anche in Campania l’emergenza rifiuti. L’iniziativa è della Coldiretti che a Napoli, nell’ambito del workshop “Le nuove frontiere per un’agricoltura multifunzionale”, organizzato insieme all’Università degli studi Parthenope e alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, ha allestito una esposizione di prodotti innovativi derivanti dalla utilizzazione di prodotti agricoli." (da un comunicato della COLDIRETTI della Campania).            Al convegno - svoltosi Giovedì 7 dicembre presso la Camera di Commercio di Napoli - ha preso parte Ermete Ferraro,  portavoce del Circolo napoletano di VAS, da sempre sensibile ad iniziative  di valorizzazione della risorsa-rifiuti e ad una seria politica di risparmio energetico, di riuso attento dei materiali e di riciclaggio delle materie prime e dei residui organici. (E.F.)

Assemblea Nazionale VAS (Sorrento 8-9-10 dic.'06)

SORRENTO (NA), DIC. '06 - Al termine della tre giorni di Sorrento, VAS ha rinnovato le cariche istituzionali, confermando l'incarico al Presidente Guido Pollice. E' stato riconfermato il Comitato Esecutivo, (Guido Pollice, Raimondo Paonne, Simona Capogna, Riccardo Consales, Walter Iannotti), eletto il Collegio dei Probiviri (presidente Francesca Romana, Fragale Dino Piras, Alfio Rizzo), e il Consiglio Nazionale.    Di esso fanno parte, tra gli altri, in rappresentanza della Campania: Luigi Riccardi (Coord. Reg.le), Ermete Ferraro (Napoli), Rosario Fiorentino (Sorrento), Walter Iannotti (Pontecagnano-SA); Giuseppe Mariconda (Pagani). Restano da definire responsabilità e componenti del Consiglio Scientifico e del Comitato Giuridico di VAS (Co.Gi.VAS). L'Assemblea Nazionale '06 ha approvato alcune mozioni ed ha apportato modifiche allo Statuto Nazionale di VAS (per ulteriori informazioni vedi su www.vasonline.it ).Nella foto: il Presidente Nazionale di VAS, Guido Pollice, con Ermete Ferraro .

SERVITU' MILITARI:  Iniziativa ecopacifista di VAS

NAPOLI, 21 GEN.'07 -        Parte da Napoli,per iniziativa di Antonio D'ACUNTO e di Ermete FERRARO, un'iniziativa ecopacifista di VAS. Dopo l'editoriale su "vasonline.it ", a firma dello stesso d'Acunto e del Presidente nazionale, Guido POLLICE, e l'articolo di Ferraro sull'ampliamento della base "Ederle" di Vicenza, è previsto infatti il lancio della sottoscrizione di un documento contro l'assenso del Governo Prodi a questo ennesimo atto del programma bellicista degli USA. Nel Consiglio nazionale di VAS (Roma, 20 gennaio '07), lo stesso Presidente Pollice ha ribadito la centralità dell'ecopacifismo per VAS, insieme alle questioni inerenti al clima ed all'acqua. I soci e simpatizzanti di VAS, quindi, sono chiamati a mobilitarsi contro questo sciagurato progetto - che ha visto proprio Napoli al centro delle strategie militariste e di guerra dell'Amministrazione Bush - aderendo all'appello e partecipando alle iniziative di mobilitazione popolare previste per i prossimi giorni.

 

ECOLOGIA DELLA

PACE: il Card. Sepe risponde a VAS-NA

NAPOLI, 20 GEN. '07 - In occasione del Capodanno 2007 e della Giornata Mondiale della Pace, il portavoce di VAS Napoli, Ermete Ferraro, ha inviato un messaggio augurale a S.E. il Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli. (Per leggere il testo del messaggio cliccare qui.) In tale lettera, ispirandosi alle parole del Papa per tale ricorrenza, Ferraro sottolineava l'importanza della "ecologia della Pace" e di un comune impegno per coniugare pace, vero sviluppo e salvaguardia del Creato, promovendo una cultura del rispetto della diversità biologica e culturale.  Il Cardinale Sepe, rispondendo a tale messaggio, ha ringraziato per gli auguri e per l'omaggio dell'opuscolo di Ferraro "Lode della Biodiversità" (sull'ecologia evangelica di S. Francesco), augurando a sua volta a VAS "...buon lavoro, al servizio dei valori della non violenza e del rispetto dell'ambiente."  (E.F).

 

ANTENNA SELVAGGIA:     Vittoria di VAS

NAPOLI, 3 GEN. '07 -      Vittoria legale dei VAS    (Ass.ne Verdi Ambiente e Società) di Napoli contro l’inquinamento elettromagnetico e soprattutto contro chi continua ad infliggerlo ai cittadini, mettendone a serio rischio la salute.

Pasqualino BARISANO ed Arnaldo TAVANO, referenti della campagna “NO ELETTROSMOGING !” danno notizia con soddisfazione che il Tribunale di Napoli – dopo l’ordinanza favorevole dell’ottobre 2003 – ha finalmente emesso sentenza di condanna del condominio di Vico Paradiso alla Salute n° 33 (Napoli), che autorizzava l’installazione di un impianto radiobase per telefonia mobile della HG3 a soli 20 metri dall’Istituto Scolastico “Caterina Volpicelli”, violando il regolamento comunale in materia, che prevede  una distanza minima di 50 metri tra l’antenna e strutture educative.

“Ci sembra molto importante che si sia giunti a questa sentenza, che  va ad arricchire una già ampia giurisprudenza che ha sancito il dovere prioritario di tutelare la salute dei cittadini, in particolare dei minori, dagli effetti disastrosi dell’inquinamento elettromagnetico. Frutto da anni di ‘antenna selvaggia’ e di campo libero lasciato irresponsabilmente ai colossi della telefonia mobile, l’elettrosmog va a sommarsi alle altre fonti d’inquinamento e costituisce un pericolo permanente per chi vive a Napoli  – ha dichiarato Ermete FERRARO, portavoce di VAS-Napoli . Con la scusa del c.d. “Decreto Gasparri”, aggiungono gli ambientalisti di VAS, si sono consentiti per anni valori altissimi di potenza di emissione e di inquinamento dell’etere, nonché veri e propri obbrobri su palazzi, anche pubblici, nel cuore dei centri storici delle nostre Città, grazie ad incredibili deroghe “per pubblica utilità”, che hanno favorito nei fatti gli interessi di un sistema corruttore e senza scrupoli.

“Ora che il Governo è cambiato e sono Ministri dei due settori-cardine della tutela dell’etere rappresentanti di due espressioni di grande potere nel campo ambientalista: la Legambiente ed i Verdi – commentano TAVANO e BARISANO - ci saremmo aspettati decreti decisivi per cambiare la normativa sull’inquinamento elettromagnetico, in direzione della tutela della salute e dell’ambiente, ma ciò purtroppo non è accaduto!”. Per VAS non si deve perdere più tempo e l’Associazione chiede perciò, in primo luogo ai Ministri Gentiloni e Pecoraro Scanio, di operare in coerenza con quanto affermato quando erano all’opposizione. 

 

BAGNOLI: VAS auspica una radicale inversione

NAPOLI, 18 FEB. '07 - L’Associazione VAS, attraverso Antonio D’Acunto (Coordin. Regionale dei Circoli della Campania) ed Ermete Ferraro (Portavoce di VAS-Napoli) ribadisce le proprie richieste in occasione del Consiglio Comunale di Lunedì 19 febbraio, dedicato appunto a Bagnoli.

1. bonifica integrale e coordinata mare-spiaggia;

2.  ripristino della linea di costa, rinunciando quindi all’incompatibile porto turistico e smantellando la colmata ed il pontile nord;

3.  restituzione alla fruizione pubblica delle spiagge e del litorale;

4.  realizzazione del grande Parco pubblico verde, dei servizi e delle infrastrutture,  prima di ogni intervento di edilizia privata;

5.  fine dello sperpero di danaro pubblico.

“ L’area di Bagnoli. resasi libera con lo smantellamento delle industrie ivi allocate, compreso il suo litorale e le spiagge – ricordano gli ambientalisti - si trova al centro di una abnorme conurbazione di centinaia di migliaia di abitanti, costituita dai quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo, caratterizzati tutti da una bassissima qualità e disponibilità ambientale”. “Rispetto a tale conurbazione – osservano D’Acunto e Ferraro - l’area liberatasi è solo un piccolo ma prezioso fazzoletto, potenzial- mente capace di dare respiro e vivibilità ad essa. La città di Napoli, nata sul mare, nega infatti  il mare ai suoi cittadini. Il litorale di Bagnoli costituisce ancora oggi la concreta possibilità di restituire un pezzo di mare ai Napoletani, ripristinan- do prioritariamente l’eccezionalità del paesaggio e dell’ ambiente flegreo”.

  “Inutilmente, da oltre dieci anni (con relazioni, convegni, e poi necessariamente denunce penali, e contabili) – prosegue la nota di VAS - abbiamo cercato di far capire ciò che era fin troppo evidente senza neanche necessità di studi e ricerche: l’area, sia terrestre sia marina, era fortemente inquinata - in superficie, sulla spiaggia come nel fondale - da amianto, metalli pesanti ed idrocarburi. Bastava analizzare le attività industriali svolte od anche semplicemente guardare le scogliere. Era cioè del tutto evidente l’assoluta necessità di un piano globale e coordinato, mare- terra, superficie – profondità.”

 Secondo gli ambientalisti la demagogia del governo cittadino e regionale ha illuso la Città, prospettando grandi ed immediati progetti di lavoro e di sviluppo. Queste promesse, unite alla pressione di enormi interessi economici per l’area - sostengono i VAS - hanno portato finora ad una miriade di interventi inutili per il disinquinamento e alla nascita di Società di sistemazione di politici. Con la conseguenza dello sperpero d’ingenti risorse pubbliche e d’un gravissimo rischio per la salute pubblica, conse- guente alla concessione della balneabilità del mare e dell’uso elioterapico delle spiagge.

“Con l’ultimo ricorso al TAR, presentato insieme con l’Assise di Bagnoli - che ha visto impegnata in prima persona l’Associazione col suo Presidente Nazionale Guido Pollice, stiamo cercando di evitare l’ennesimo camuffamento di un’inutile operazione di disinquinamento, sconnessa e scoordinata rispetto ad un  progetto globale, e quindi  destinata ad essere successivamente cancellata. Dal Consiglio Comunale di lunedì, come dalla Commissione Parlamentare di Indagine che sembra doverci essere su quanto avvenuto a Bagnoli nel corso di questi anni  – dichiarano D’Acunto e Ferraro -  auspichiamo perciò una radicale svolta e l’avvio di un  vero grande progetto per restituire alla Città l’immenso patrimonio ambientale costituito dal mare e dal litorale che da Nisida arriva a Pozzuoli”.

 

 

 

Vallone San Rocco:

 VAS aderisce al Comitato

NAPOLI, 17 MAR. '07   - Il Circolo di Napoli ed il Coordinamento Regionale Campania dell’Associazione VAS (Verdi Ambiente e Società) aderiscono alla mobilitazione dei Comitati Territoriali dell’area collinare di Napoli in difesa del Vallone di San Rocco.

  L’integrità ambientale di questo ampio “polmone verde” della zona nord, infatti, è stata già fin troppo compromessa da un ventennio di scarichi abusivi e d’inquinamenti d’ogni genere, per cui – secondo   gli ambientalisti di VAS - risulta assurdo e deprecabile ogni progetto teso a localizzarvi siti comunque assimilabili a discariche.

  “Già nel 1999 la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per le gravi violazioni in materia ambientale legate allo smaltimento di rifiuti ed all’inquinamento da scarichi ospedalieri nel Vallone di San Rocco – ricordano Antonio D’Acunto e Pasqualino Barisano, di VAS-Campania – Sarebbe molto grave se, dopo otto anni di scarsa attenzione,  l’Amministrazione Comunale di Napoli volesse davvero utilizzare questo sito per stoccare rifiuti urbani, come è stato pubblicamente annunciato”.

  Ecco perché VAS aderisce alla battaglia dei Comitati Territoriali che si stanno schierando in difesa di questa area ancora verde della Città, partecipando all’assemblea di Sabato 17 convocata per coordinare le iniziative in tal senso                       .                           
  ”Sosterremo la mobilitazione di chi si batte perché si evitino nuovi scempi ambientali nel Vallone  di San Rocco – dichiarano Peppe Riccio ed Ermes Ferraro, di VAS-Napoli – ma soprattutto perché  il Comune di Napoli si decida finalmente a valorizzare un’area di notevole interesse ambientale,  nel quadro della più ampia tutela della “green belt” che ancora resiste nell’area collinare napoletana". (VASTAMPA)

A Piazza Dante la prima vastenda     per rilanciare  il tesseramento 2007

NAPOLI, 26 MARZO '07 - A piazza Dante, dalle ore 10,00 alle 13,30 di Domenica 25 marzo, si è svolta la prima delle iniziative itineranti organizzate dal Circolo VAS di Napoli per rilanciare il tesseramento all'Associazione per il 2007. Nonostante il tempo poco favorevole, nella centrale piazza è stata montata la "VAStenda", per consentire - oltre alla distribuzione di un volantone illustrativo delle finalità e delle iniziative di VAS, anche di presentare del materiale che documenti alcune sue campagne più importanti.Alla manifestazione - denominata "VASssociamo!" riutilizzando il titolo di una delle pagine web di questo sito - hanno partecipato alcuni attivisti di VAS-Napoli, che hanno avuto modo di prendere contatti con alcuni cittadini, invitandoli a partecipare alle prossime iniziative territoriali e alle campagne che stanno per partire, da "Preveniamo gli incendi" a "Diritti al mare e del mare".   La prossima iniziativa pubblica è prevista per il 22 aprile, al Vomero, nell'area pedonalizzata di via Scarlatti. (nella foto: Pasqualino Barisano)

ARRIVA L'ESTATE? CHIUDIAMO LA FLORIDIANA...

NAPOLI, 19 GIUGNO ' Unana brutta sorpresa attende i cittadini, vomeresi e non, che abitualmente la storica “Villa Floridiana”. Sebbene siamo ormai alla seconda metà di giugno e le scuole siano chiuse, esami a parte, la loro speranza di trovarvi un po’ di refrigerio e di aria buona, passeggiando nei viali o sostando con i bambini nei prati e presso il belvedere, è purtroppo destinata a restare delusa. Lo ha segnalato il Portavoce del Circolo di Napoli dell’Associazione Nazionale di Protezione Ambientale VAS (Verdi Ambiente e Società), Ermete Ferraro (ex-presidente della Circoscrizione Vomero) che ha deciso di chiedere chiarimenti su quest’ennesimo episodio di chiusura. “Non è possibile che migliaia di abituali frequentatori, cui in questo periodo si aggiungono bambini e ragazzi ormai liberi dalla scuola, nonché parecchi turisti italiani e stranieri, siano trattati senza il rispetto dovuto ai cittadini che utilizzano un bene pubblico” – scrive Ferraro, stigmatizzando il modo sbrigativo con cui è stato assunto questo provvedimento e l’assoluta assenza di informazioni o indicazioni temporali circa la chiusura di oltre due terzi del parco.  Gli stessi addetti alla sorveglianza – puntualizza Ferraro – affermano di aver appreso solo stamattina che tutta la “Floridiana” – ad eccezione del primo tratto del viale di accesso e del cosiddetto “prato grande” – sarebbe stata interdetta al pubblico, per non meglio precisati ‘lavori di manutenzione’ e, praticamente, a tempo indeterminato". Il portavoce ambientalista interpellerà tutte le istituzioni competenti (Assessorato comunale parchi e giardini, Municipalità collinare, Sovrintendenza Museale), perché sia chiarita la necessità ed urgenza effettiva di questa chiusura della “Floridiana”, senza far ricorso a più logiche interdizioni provvisorie di singole aree interessate ai lavori e senza nessuna tabella che li motivi, citi gli estremi autorizzativi ed indichi i tempi di esecuzione, come peraltro previsto dalla legge.“Spiace doverlo sottolineare ancora una volta – conclude Ferraro – ma la gestione verticistica di quello che qualcuno si ostina a considerare l’appendice d’un museo minaccia la fruibilità effettiva del Parco, emarginando la stessa Amministrazione Comunale e privando, alle soglie di una caldissima estate, giovani, donne, bambini e anziani del principale dei tre polmoni verde dell’area collinare”.    FQuesto comunicato-stampa di VAS Napoli è stato ripreso dai seguenti quotidiani del 19 giugno 2007: IL MATTINO (Cronaca di Napoli - pag. 37), il Giornale di Napoli (pag. 7) e  il Napoli (pag. 32)

VILLA FLORIDIANA: sono i cittadini che spiegano il progetto ai consiglieri municipali !

 “Una situazione kafkiana, con l’Assessore all’Ambiente che spiega sbrigativamente ed un po’ confusamente scopi e tempi del progetto di manutenzione straordinaria della Floridiana ad un Consiglio di Municipalità  che non ne sapeva pressoché nulla e che, invece, è costretto con imbarazzo ad apprendere proprio dai cittadini intervenuti particolari tecnici e questioni cui nessuno, Assessore compreso, sembra voler dare ancora risposte esaurienti.”E’ questo l’amaro commento del portavoce di VAS Napoli, Ermete Ferraro dopo il Consiglio straordinario della V Municipalità collinare, tenutosi nella mattinata di venerdì 13 luglio, a quasi un mese dall’improvvisa chiusura “per lavori urgenti” dell’unico polmone verde del Vomero.   “A parte alcune cose già comunicate in precedenza – commenta Ferraro – i cittadini non soltanto hanno appreso ben poco di più dall’Assessore Nasti, ma sono stati paradossalmente loro a fornire delucidazioni tecniche su un progetto che la Municipalità competente non conosceva affatto, e che presenta peraltro alcuni aspetti piuttosto preoccupanti. Fra questi è il caso di sottolineare un sistema antincendi presentato come urgentissimo, ma che a quanto pare interessa solo una parte minima del parco, ed il raddoppio dell’illuminazione notturna di un giardino monumentale che, allo stato, chiude prima del tramonto e che, in ogni caso, poco si presta ad ospitare rumorosi ed eccessivamente luminosi eventi “by night”, dannosi peraltro per gli equilibri ambientali del parco stesso.”   L’associazione VAS, insieme con gli altri Comitati di Cittadini, proseguirà quindi a vigilare sul merito e sul metodo dei lavori, prendendo atto con delusione che la Municipalità appare preoccupata più di salvaguardare i propri equilibri interni che della destinazione di un giardino storico che, proprio nei mesi più caldi, è stato per tre quarti sottratto alla fruizione di donne, bambini ed anziani in nome di interventi di dubbia urgenza e con finalità non del tutto chiare. (C.S. del 14.07.07)

VASsociamo! # 2 : La seconda "VAStenda" a Via Toledo

NAPOLI, 29 GIUGNO '07 -  Si è svolta sabato 29 giugno la seconda delle iniziative per la campagna "VASssociamo", finalizzata a rilanciare le adesioni al Circolo VAS di Napoli e per pubblicizzare la filosofia e le iniziative dell'Associazione. Il gazebo (la VAStenda...) è stato montato alla fine di via Toledo, su Piazza Trieste e Trento, ed ha consentito una vasta azione di volantinaggio e di contatto con i numerosi cittadini/e che transitavano in quella strada così centrale. Oltre a diffondere il volantino con obiettivi e campagne di VAS, gli attivisti dell'associazione hanno anche esposto cartelloni sui vari problemi affrontati, soffermandosi in particolare sulla privatizzazione dell'acqua e sulla lotta agli sprechi energetici ed idrici. A tal fine, è stato distribuito gratuitamente ai passanti un "kit" - predisposto da ENELsì - contenente alcuni filtri che miscelano aria con l'acqua dei rubinetti domestici, consentendo di risparmiarla in notevole misura. L'iniziativa di sabato mattina si è svolta molto positivamente e, insieme ad altre che hanno visto VAS Napoli attivo su vari problemi (vedi il caso della Villa Floridiana) hanno rilanciato una strategia di contatto diretto con i Napoletani, che non mancherà di dare i suoi frutti.

FESTA DELL'AMBIENTE NATURALE  DI NAPOLI NORD:  l'Amm. comunale ne sospende lo svolgimento con risibili pretesti

NAPOLI, 30.09.07  - Era prevista per Sabato 29 e  Domenica 30 settembre nell'area verde attrezzata di Chiaiano, ma la Festa ambientalista organizzata dal Circolo napoletano di VAS , con la collaborazione delle "Officine Ambientali Napoli Nord non si è potuta svolgere, a causa di un assurdo - e sospetto... - provvedimento, che ha chiuso, proprio in quei giorni, quel parco pubblico, adducendo "l'incolumità dei cittadini" per impedirne l'utilizzazione.  Sebbene fosse stata debitamente autorizzata dall'VIII Municipalità di Napoli, il cui Presidente - l'avv. Carmine Malinconico  aveva espresso la concessione dell'area di Chiaiano e perfino un sistema d'amplificazione per la manifestazione, un improvviso ed inspiegabile fax del Servizio Comunale competente per i parchi pubblici ne ha ugualmente impedito lo svolgimento, chiudendo l'area al pubblico con risibili pretesti.   "Non vorremmo che l'Amministrazione Comunale di Napoli - ha dichiarato il Portavoce di VAS Napoli, Ermete Ferraro - ed in particolare l'Assessorato all'Ambiente,  si fossero preoccupati delle idee che possono raggiungere e 'contagiare' i cittadini dell'area nord assai più che del rischio che sulle loro teste potessero cadere delle pigne! E' semplicemente assurdo che un servizio comunale chiuda un parco pubblico con queste motivazioni proprio in un caldo week-end di settembre e, guarda caso, proprio quando vi si deve svolgere una manifestazione ambientalista regolarmente autorizzata e patrocinata dalla locale Municipalità.  Evidentemente è vietato discutere  liberamente e senza padrini e padroni politici di un Parco metropolitano e di risorse ancora troppo poco tutelate, ma questa ennesimo colpo basso dell'Amministrazione napoletana rischia di ritorcersi contro chi pensa di avere il monopolio dell'ambientalismo, ma è oggettivamente corresponsabile del fin troppo evidente degrado ambientale della nostra Città, dal centro storico alle degradate periferie".    Il Circolo di Napoli dell'Associazione VAS, attraverso il coordinatore cittadino (e chiaianese doc) Peppe Riccio, ha chiesto al proprio presidente nazionale, sen. Guido Pollice, di esprimere formalmente la protesta per questo atto grave, che ha impedito una manifestazione da tempo prevista e autorizzata, impedendo ai cittadini di quel territorio di discutere finalmente dei loro problemi e delle loro grandi risorse. E.F. (nella foto: Peppe Riccio ed Ermes Ferraro durante l'iniziativa di Chiaiano).

VAS Napoli si associa alla protesta ecopacifista contro la presenza della USS “Truman” e chiede garanzie per la sicurezza dei Napoletani.

NAPOLI, 24 NOV. '07 -  L’Associazione Verdi Ambiente e Società, attraverso Ermete Ferraro  (portavoce per Napoli e referente nazionale per l’ecopacifismo), si associa all’iniziativa di protesta promossa dal Comitato Pace Disarmo e Smilitarizzazione nei confronti dell’ingombrante e pericolosa presenza della Portarerei Nucleare “Truman” nel Golfo di Napoli. Da molti anni gli ecopacifisti di VAS hanno denunciato il gravissimo rischio che deriva dalla militarizzazione del territorio e, nel caso specifico, dalla nuclearizzazione del mare, nei confronti della quale non sono state tuttora rese note le ipotesi di piani d’ emergenza, peraltro difficilmente credibili se riferiti ad una conurbazione di almeno 2 milioni di persone che affacciano sul golfo di Napoli. “Come abbiamo già fatto in precedenza – dichiara Ferraro – torneremo ad interrogare formalmente le autorità competenti – dal Prefetto al Sindaco di Napoli – affinché si decidano a dare ai cittadini risposte meno evasive ed ambigue alla richiesta di sicurezza e di effettiva protezione della popolazione civile e della stessa metropoli dai pericoli di incidenti o attentati derivanti dalla minacciosa presenza di natanti militari a propulsione nucleare”. (VAStampa)  --> Leggi articolo pubblicato da Il Napoli del 26.11.07

RIFIUTIAMO I RIFIUTI! L’ALTERNATIVA C’E’ DA 15 ANNI !  

Da anni l’Associazione VAS chiede con forza una radicale svolta che elimini l’attuale gestione centralistica ed autoritaria, legata al business dei megaimpianti, sostituendola con una decentrata, responsabilizzata e programmata. Questa inversione di tendenza trasformerebbe il “problema” rifiuti in Campania in una grossa risorsa ambientale ed occupazionale. 
La tragica crisi attuale – che non è certo casuale – ha messo davanti a tutti – in Italia e all’estero - la gravità dei danni provocati dalle continue gestioni commissariali, che hanno vanificato la legge regionale approvata a suo tempo, espropriando per 14 anni, le sedi decisionali legittime. 
Sull’assurda vicenda della riapertura coatta della vecchia discarica di Napoli, VAS si associa alla giusta protesta della comunità locale, che è già stata pesantemente penalizzata per decenni. Occorrono decisioni immediate, trasparenti ed alternative, capaci di coinvolgere tutti gli attori di una gestione partecipata del ciclo dei rifiuti, dal Comune di Napoli (con le sue Municipalità), alla Provincia alla stessa Regione Campania.     Il governo regionale –principale responsabile di scelte non fatte o del tutto sbagliate, causa dell’attuale, gravissimo, allarme ambientale, sanitario e sociale – deve fare scelte urgenti e indifferibili per superare in modo definitivo un’emergenza che dura da troppi anni per potersi chiamare così. 
Bisogna rilanciare una precisa strategia basata sulla raccolta differenziata ed il riciclaggio delle materie prime, sulla realizzazione degli impianti per il compostaggio, su un serio piano di controllo e smaltimento dei rifiuti speciali, attivando i relativi progetti di bonifica del territorio. 
Da anni VAS e gli altri ambientalisti ammoniscono, inascoltati, che ciò è possibile solo a condizione che si provveda a (1) ridurre drasticamente la quantità di rifiuti urbani prodotti: (2) riducendo al minimo gli imballi; (2) riutilizzando comunque tutte le confezioni; (3) portando subito a livelli almeno doppi degli attuali la percentuale di materiali riclicati in modo differenziato, anche mediante la raccolta “porta a porta”. 
Tutti devono fare la loro parte, dai cittadini a coloro che hanno il dovere di amministrare e decidere, pianificando gli interventi, ma sempre con la gente e mai contro di essa. 
Anche la magistratura – civile, penale e contabile – è chiamata a portare a termine, in tempi brevi, il proprio compito d’indagine e di controllo sulla legittimità delle assurde scelte fatte finora, che non possono restare senza responsabili, pena la credibilità stessa delle istituzioni democratiche. 
 NAPOLI E LA CAMPANIA VOGLIONO NORMALITA’, TRASPARENZA, RESPONSABILITA’ AMBIENTALE ! NO DECISIONI AUTORITARIE, PER COLPEVOLI MANCANZE E IRRESPONSABILI IMPROVVISAZIONI ! 

RIFIUTI: emergenza evitabile !

 di Antonio D’ACUNTO (VAS Campania)

NAPOLI, 26.04.2007 - L’indagine della Magistratura deve partire dal marzo del 1994, quando fu richiesto il Commissariamento della Regione per i rifiuti. Nel 1993 era stata infatti approvata la Legge regionale n.10 (”Norme e Procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania”), quale risposta istituzionale a tutta una serie di inchieste della Magistratura per gli anni precedenti. Tale legge dava un colpo decisivo agli affari malavitosi delle discariche ed alla movimentazione e allo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi. Ancora oggi, dopo ben 13 anni ed il disastro verificatosi non è chiaro se il fronte politico–istituzionale che impedì allora l’attuazione della legge, chiedendo il Commissariamento, lo fece per stoltezza politica, per  paura delle minacce della malavita legata al business rifiuti o alla commistione paura-affari…..   Per capire le gravissime  responsabilità degli Amministratori regionali, in primo luogo i Presidenti, dopo il 1994 va sottolineato che la legge 10/93 non ha avuto efficacia ed attuazione fino al marzo scorso. L’attuazione della legge 10 avrebbe sicuramente evitato il disastro sui rifiuti di tutti questi anni. Essa prevedeva difatti l’obbiettivo finale di raccolta differenziata e riciclo del 50% e, già per il 1995, del 40%. Se anche non si fosse integralmente realizzato questo obbiettivo, restando ad esempio al 25%, se Rastrelli dal ‘95 avesse attuata tale legge, si sarebbe avuta una diminuzione di rifiuti da smaltire pari a 7 milioni di tonnellate. Di conseguenza, la situazione complessiva regionale sarebbe quella per cui per ben due anni e mezzo la Campania non avrebbe prodotto alcun rifiuto!! Se Losco avesse attuata la legge si sarebbe avuto una situazione come se per due anni la Campania non avesse prodotto rifiuti e se l’avesse attuata Bassolino saremmo oggi nella condizione per cui per un anno e mezzo non si sarebbe prodotto alcun  rifiuto, totalmente come se si fosse prodotto 4,2 milioni di tonnellate in meno di rifiuti.    Se la raccolta differenziata, il riciclo ed il compostaggio partono oggi -naturalmente in maniera seria e cioè con il ciclo integrato e con i finanziamenti opportuni - fra un  anno veramente avremo prodotto il 25-30 per cento di rifiuti in meno, realizzando discariche totalmente virtuali.   Di fronte a tali immani responsabilità non può che restarsi sconcertati da quanto dichiarato recentemente dal Presidente Sassolino, secondo il quale in questi anni vi sono state sui rifiuti troppe opposizioni ingiustificate!   Oggi, poi, il Commissario Bertolaso scopre l’acqua calda dicendo che le discariche abusive portano tumori perché piene di rifiuti tossici e nocivi (naturalmente l’operazione, che speriamo a costo zero,  è tutta mediatica,  per dire che occorre realizzare discariche non abusive). Se gli affari sui rifiuti tossici e nocivi sono malavitosi di chi sono però le responsabilità?  Ancora una volta delle Istituzioni e della mancata applicazione della legge 10/93 e cioè della realizzazione  del catasto regionale sui rifiuti. Infatti, se si escludono le attività produttive clandestine, la produzione dei rifiuti tossici e nocivi è in generale legale, giacché deriva da fabbriche e da laboratori regolarmente denunciati. La Regione o altre Istituzioni deputate dovrebbero conoscere realtà per realtà la produzione di tali rifiuti e averne il controllo fino al deposito finale. Mancando tutto ciò ognuno fa quello che vuole, affidandosi alla soluzione più economica o più facile o anche imposta da gruppi e clan malavitosi.Incapacità ed illegalità sono come si vede strettamente connesse e richiamano la necessità di una radicale inversione che, al di là delle parole su ecomafie e business, ancora non c’è!

EMERGENZA RIFIUTI: BASTA CON LE ECOBALLE !

di Ermete Ferraro  

 NAPOLI, 20 MAG. '07 -   Il Circolo di Napoli dell’associazione VAS ha partecipato alla manifestazione nazionale in difesa della salute e dell’ambiente, che si è svolta a Napoli Sabato 19 maggio '07. Nel corso  del vivace e colorato corteo - che si è snodato da piazza Garibaldi a via Roma - i VAS hanno distribuito un volantino, nel quale si ribadiva ancora una volta la sua totale contrarietà alle assurde soluzioni che il Commissariato per l’emergenza rifiuti sta imponendo alle popolazioni della Campania.  “Questa gestione commissariale, che da 13 anni ha impedito l’applicazione della legge regionale sui  rifiuti approvata un anno prima, è oggettivamente responsabile dell’attuale disastro rifiuti in Campania – ha dichiarato in un comunicato stampa il portavoce di VAS Napoli, Ermete Ferraro - E’ perciò assurdo e criminale quanto da troppo tempo è sotto gli occhi di tutti: un immane sperpero   di danaro pubblico, una condizione immonda delle città, un inquinamento disastroso delle campagne, un rischio altissimo di inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere, una vergognosa immagine nazionale ed internazionale della Campania, gravissime compromissioni  ed immani business malavitosi.”    Non a caso l’Associazione VAS, a livello nazionale, insieme col Coordinamento Regionale dei Circoli della Campania,  si era già costituita parte civile in tutti i Procedimenti giudiziari in atto sulla vicenda-rifiuti in Campania.  Ecco perché  VAS ha sottoscritto l’appello della Rete Nazionale  Rifiuti Zero e dei Comitati Campani per la Difesa della Salute e dell’Ambiente, nel quale si imputa giustamente alla gestione commissariale di avere “completamente ignorato quest’allarmante situazione, prevedendo come unica soluzione  il conferimento di rifiuto tal quale, dannoso per la salute e per l’ambiente, in enormi discariche, in un territorio ormai sopraffatto  da decenni di abusi. Il tutto in aperta violazione delle norme europee e delle leggi nazionali.”   Nel volantino si dichiarava  infine:  “VAS è solidale con la popolazione  dei siti  indicati per tale operazione, e particolarmente con quelli che ricadono in aree naturalistiche protette, come Serre e Terzigno. Solo l’arroganza irresponsabile di chi vuole decidere sulla testa dei cittadini può insistere su soluzioni che non fanno che aggravare gli errori delle precedenti gestioni commissariali in Campania. In questi 13 anni – se si fosse applicata la legge regionale di allora cui fu relatore Antonio D’Acunto – per anni coordinatore dei VAS per la Campania – una seria raccolta differenziata e la valorizzazione di ogni aspetto della risorsa- rifiuto avrebbero  scongiurato del tutto questo disastro ambientale e civile. Tanto premesso, l’assordante silenzio o l'imbarazzo di certi pseudo-ambientalisti e la disinformazione dei media su questa vicenda costituiscono oggettivamente una sorta di complicità con questi tragici –  ma non certamente casuali – errori".[nella foto: Barisano, Ferraro e Tavano]

NO AL PORTO A BAGNOLI !

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI:Greenpeace, Italia Nostra, VAS, WWF

L’Assise Cittadina per Bagnoli sollecita l’attenzione della società civile e degli organi di informazione cittadina sulla conferenza di servizi che si terrà il 19 dicembre a palazzo San Giacomo, dove si dovranno valutare i tre progetti in lizza per il porto di Bagnoli; i soggetti promotori, su richiesta della Soprintendenza Regionale ai Beni Culturali e Paesaggistici dovranno dimostrare documentatamente la rispondenza delle loro proposte ai vincoli storico ambientali insistenti sul litorale. L’Assise ritiene che le decisioni assunte in quella sede potranno essere decisive per la riqualificazione di Bagnoli e che debbano essere prese nella massima trasparenza, garantendo ai cittadini il diritto alla partecipazione democratica: condivide e sostiene quindi le richieste di quanti, dai semplici cittadini alle associazioni ambientaliste (Wwf, Italia Nostra, Greenpeace, Vas), hanno chiesto al Comune di poter presenziare alla conferenza e seguirne i lavori. L’Assise giudica inoltre negativamente la decisione di procedere all’appalto del porto di Bagnoli, per le seguenti ragioni:In primo luogo, appare assurda la fretta con cui si intende ipotecare parti di territorio per il cui recupero non sono state ancora state definite soluzioni, tempi e risorse certe (l’Accordo di Programma Quadro che prevede la rimozione della colmata e la bonifica del litorale di Bagnoli non è stato ancora firmato). Attribuendo anzitempo a soggetti privati diritti commerciali su aree pubbliche oggetto di risanamento si rischia di generare futuri contenziosi giuridici e finanziari, qualora variassero tempi e modi dell’intervento pubblico. Basti pensare a quanto è successo sul litorale di Bagnoli: l’improvvido rilascio (e successiva sospensione) di concessioni balneari su spiagge che si sapeva da tempo essere inquinate, permette oggi al Consorzio Mare Bagnoli di brandire contro l’ente pubblico l’arma di una milionaria richiesta di risarcimento per danni. Il secondo punto critico consiste nel cosiddetto "porto-canale", previsto dal Piano Urbanistico Esecutivo per l’ambito di Coroglio. approvato dal Consiglio Comunale nel maggio 2005: una approvazione mai perfezionata, dato che il Comune ha semplicemente ignorato il parere negativo espresso allora dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici e Culturali di Napoli (ed oggi ribadito dalla Sopriuntendenza Regionale). Un parere, si badi bene, giuridicamente vincolante, che rilevava come la soluzione portuale contenuta nel Piano contrastasse sia con i vincoli storico-ambientali, come il decreto di vincolo ministeriale emesso ai sensi del d.l.490/99, che con l’articolo 14 della 582/96, la prima legge di finanziamento della bonifica di Bagnoli, che disponeva perentoriamente "il ripristino della morfologia naturale della costa". Il "porto-canale", viceversa, scava nella piana di Coroglio oltre 500mila metri cubi di terreno per impiantarvi una darsena grande come 7 campi da calcio, spezzando l’antico tracciato di via Coroglio, percorso storico che attraverso la grotta di Seiano metteva in comunicazione Napoli con Bagnoli e l’area flegrea. Una soluzione sbagliata sotto il punto di vista storico ed ambientale, che presenta oltretutto rilevanti problemi impiantistici e gestionali (l’elevato rischio di insabbiamento, rilevato degli studi dell’ingegner Benassai e del geologo Canniparoli) che rischiano di ripercuotersi sugli equilibri generali dell’intero progetto di riqualificazione.Infine, esiste una questione sociale di accesso alla risorsa mare, ignorata dagli enti pubblici. Da oltre dieci anni le amministrazioni di centrosinistra difendono la scelta di impiantare un porto su quella che è l’unica spiaggia di Napoli, malgrado le centinaia di posti barca esistenti al Molosiglio, a Santa Lucia, a Mergellina, come anche il migliaio previsto a Vigliena (per non parlare di Pozzuoli, Castellammare, e di tutti i nuovi porti turistici che la Regione Campania, malgrado sia priva di un piano spiagge, prevede di realizzare nei prossimi anni). Gli interessi dei proprietari di barche, dell’industria nautica, degli imprenditori turistici esigono che venga compromesso il recupero della balneazione anche sull’ultimo arenile di una città di mare che ormai è tale solo di nome. L’impossibilità di fruire gratuitamente del mare sotto casa, particolarmente patita dei ceti popolari, genera disagio e perfino morte, come accadde pochi anni fa ad una povera madre perita nei gorghi della inquinatissima spiaggia di Vigliena; di fronte a queste tragedie il Comune sa solo distribuire medaglie alla memoria, senza muovere un dito per rendere effettivo il diritto al mare. Pur avendo un’estensione costiera di quasi 20 km, il comune di Napoli è privo di una vera spiaggia balneabile: escludendo 5 km occupati da strutture portuali, 5 da scogliere (da Mergellina al Molosiglio) e 6,5 km di litorale roccioso seminaccessibile (Posillipo), le uniche spiagge di una certa consistenza sono quella di San Giovanni a Teduccio e di Bagnoli, entrambe precluse all’accesso. La prima, lunga meno di 1 km e profonda poche decine di metri a ridosso dei binari ferroviari, è attualmente inquinata dagli scarichi fognari e minacciata dai futuri reflui di mille imbarcazioni previste a Porto Fiorito, nonchè dagli effluvi della centrale a turbogas di Vigliena; la seconda, lunga 2,5 km e profonda una settantina di metri, è gravata da inquinamento di origine industriale sia sugli arenili che nei fondali marini.Il Piano Regolatore approvato nel 1998 aveva stabilito che Bagnoli sarebbe diventata la spiaggia di tutti i napoletani e per il recupero del litorale di Bagnoli si prevedono investimenti pubblici per centinaia di milioni di euro, che verrebbero vanificati dalla realizzazione di un porto: questa struttura inquinerebbe inevitabilmente le acque della rada, dove il via vai dei natanti minerebbe la sicurezza della balneazione; rischia inoltre di aggiungersi, anziché sostituire, il porto semi-abusivo esistente oggi a Nisida, che dai 3-400 ormeggi consentiti si espande nel periodo estivo ad oltre 1500 barche, in barba ai controlli della Guardia di Finanza.Per le ragioni esposte, riteniamo che la realizzazione di qualsiasi porto a Bagnoli confligga sia con le norme di tutela ambientale che con gli obiettivi di interesse pubblico per quell’area; in ogni caso, riteniamo che nessuna decisione debba essere presa prima che siano definite ed avviate le operazioni di recupero del litorale, e che quindi occorra rimandare sine die la suddetta conferenza dei servizi. Appoggiamo l’azione coraggiosa della Soprintendenza a difesa intransigente del patrimonio storico ed ambientale dell’area e confidiamo che la stessa, senza farsi intimidire dalle pressioni dei gruppi di interesse, resti coerentemente attestata sulla linea finora seguita.NAPOLI NON HA BISOGNO DI NUOVI PORTI MA DI UNA GRANDE SPIAGGIA PUBBLICA AD ACCESSO LIBERO, APERTA A TUTTI I NAPOLETANI. OCCORRE MOBILITARSI PER DIFENDERE IL PATRIMONIO AMBIENTALE E STORICO DI BAGNOLI DA OGNI MINACCIA SPECULATIVA!L’Assise Cittadina per Bagnoli organizzerà per le ore 12 di mercoledì 19 una conferenza stampa di fronte a palazzo San Giacomo, per sostenere l’operato della Soprintendenza e ribadire le ragioni del no ad ogni porto sul litorale di Bagnoli. Sono invitati la stampa, i cittadini, i comitati civici e le associazioni ambientaliste. Massimo Di Dato, Marco Pirro

 

 

 

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