BUSH, SIGNORE DEL CIELO E DELLA TERRA…                                                     di Antonio D’ACUNTO

ll Documento U.S. National Space Policy, firmato dal Presidente Bush, il 31 agosto scorso, su una nuova dottrina spaziale che respinge qualsiasi accordo sugli armamenti che possa limitare l’azione USA ed afferma il diritto a negare accesso allo spazio a chiunque sia ostile agli interessi USA, riporta chiaramente il Mondo all’Equilibrio del Terrore  giustificando ogni azione di Paesi altri a sviluppare una politica e a dotarsi di sistemi adeguati a equilibrare,  su una soglia di allarme permanente per le sorti del mondo, la egemonia e la pericolosità USA.    

Ciò avviene in un quadro di drammatica espansione del potenziale militare nucleare   mondiale rappresentata dagli esperimenti nordcoreani e dalla corsa al nucleare dell’IRAN favorendo giustificazioni a tali paesi e ai loro governanti rispetto alla necessità di difesa    dagli USA.     La giustissima, forte condanna degli esperimenti e della corsa al nucleare richiama la contestuale necessità di azioni mondiali che partendo dall’attuazione e dal rispetto del Trattato di Non Proliferazione  perseguano obbiettivi e percorrano strade    concrete per la cancellazione degli armamenti nucleari in tutti i Paesi del Mondo. E’ questo   il messaggio  forte anche per il dovere del rispetto di tutti i Paesi alla non proliferazione.

Purtroppo l’iniziativa di Bush va in direzione totalmente opposta; mentre miliardi di Bambini, Donne e Uomini muoiono per povertà, e l’intera Terra subisce immani devastazioni e  degrado, l’iniziativa di Bush fa si chè incalcolabili risorse vengano indirizzate per armi,  guerre, distruzioni.

Il nostro Paese, come la intera Comunità internazionale  non può restare in un ossequioso, subalterno, colpevole silenzio rispetto alla superpotenza americana ed alla politica del suo Presidente; deve far sentire forte la sua autorevole voce e sviluppare iniziate concrete per il ritiro della Direttiva

Chiediamo perciò che il nostro Governo esprima una ferma condanna della iniziativa americana e si adoperi per la sua cancellazione, portando la questione sia nell’ambito del Consiglio di Sicurezza che dell’Assemblea delle Nazioni Unite.