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conoscere la storia dell'Associazione, la sua impostazione progettuale e le
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VIN
EVIDENZA:
LA MUNNEZZA
A NAPOLI AL TEMPO DI GOETHE
di Paolo ABBATE
Tutti questi cumuli di "munnezza"
non raccolta per le strade, appena fuori naturalmente del centro storico
dove passano i turisti, presentano rifiuti indifferenziati
di ogni tipo come ferro, plastica, vetro,
cartone, materiali ingombranti etc. e tanto, ma tanto organico. Il
cosiddetto umido, che è quello che imputridisce emanando cattivo odore,
è composto essenzialmente da scarti di cucina e di bottega, che aumenta
in modo impressionante nelle vicinanze di
erbivendolo o di mercato: bucce, torsoli, pane, foglie, frutta e così
via.
Ebbene, tutta questa spazzatura,
frutto di un consumismo esagerato e di una
inesistente cultura del ricupero, mi fanno venire in mente un passo del
Viaggio in Italia di
Goethe laddove, trovandosi a Napoli nel maggio del 1787, descrive
magistralmente il modo industrioso dei napoletani di riutilizzare
l’umido per fertilizzare i campi e gli orti. Un vero e proprio
compost di più di 2 secoli fa.
Allora oltre ai
campi che circondavano la città vi erano numerosi orti
intra moenia.
Retaggio degli antichi orti-giardini diffusi fin dai tempi dei greci e
romani, servivano a fornire frutta e verdura
agli abitanti delle case e ville in città, rendendoli autosufficienti.
Purtroppo in tempi
di industrializzazione e di economia di
mercato esasperate, queste antiche consuetudini vanno scomparendo
velocemente, anzi sono quasi del tutto scomparse. Ne
è testimonianza l’orto giardino di villa
Garzilli in via S. Paolo ai Tribunali che ospitava fino a pochi
mesi fa più di 20 piante da frutto e ortaggi coltivati dal proprietario.
Così, per riportare alla luce
mozziconi di una cavea del teatro romano sottostante a questo
grande giardino pensile, si è voluto
eliminare un polmone verde nel centro antico di Napoli creandovi un
“isola di calore” per la inevitabile presenza di cemento e pietre al
posto del manto vegetale. Niente è valso l’appello delle associazioni
Lipu, Vas,
Legambiente, Wwf
a salvare questa testimonianza culturale e naturale di Napoli.
Ma ecco cosa
racconta Goethe, eccezionale viaggiatore del
Grand Tour, nel 1787.
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"Moltissimi sono coloro – parte
di mezz’età, parte ancora ragazzi e per lo
più vestiti assai poveramente – che trovano lavoro trasportando le
immondizie fuori città a dorso d’asino. Tutta la campagna che circonda
Napoli è un solo giardino d’ortaggi, ed è un godimento vedere le
quantità incredibili di legumi che affluiscono nei giorni di mercato, e
come gli uomini si dian
da fare a riportare subito nei campi l’eccedenza respinta dai cuochi
accelerando in tal modo il circolo produttivo.
Lo spettacoloso consumo di verdura
fa sì che gran parte dei rifiuti cittadini consista di torsoli e foglie
di cavolfiori, broccoli, carciofi, verze, insalata e aglio; e sono
rifiuti straordinariamente ricercati. I due grossi canestri flessibili
che gli asini portano appesi al dorso vengono non solo inzeppati fino
all’orlo, ma su ciascuno d’essi viene eretto
con perizia un cumulo imponente.
Nessun orto può fare a meno
dell’asino. Per tutto il giorno un servo, un garzone, a volte il padrone
stesso vanno e vengono senza tregua dalla
città, che ad ogni ora costituisce una miniera preziosa.
E con quanta cura raccattano lo sterco dei
cavalli e dei muli!
A malincuore abbandonano le
strade quando si fa buio, e i ricchi che a
mezzanotte escono dall’opera certo non pensano che già prima dello
spuntar dell’alba qualcuno si metterà a inseguire diligentemente le
tracce dei loro cavalli. A quanto m’hanno
assicurato, se due o tre di questi uomini, di comune accordo, comprano
un asino e affittano da un medio possidente un palmo di terra in cuoi
piantar cavoli, in breve tempo, lavorando sodo in questo clima propizio
dove la vegetazione cresce inarrestabile, riescono a sviluppare
considerevolmente la loro attività."
Ma non solo l’umido – ci
racconta ancora Goethe –
veniva riutilizzato sapientemente: anche altri tipi di rifiuti
venivano raccolti da “rivenduglioli girovaghi”. Non si trattava “di
merce vera e propria come quella che si trova nelle botteghe, ma
di autentico ciarpame”. Si tratta veramente
di raccolta differenziata di rifiuti. Non
c’è, infatti “pezzettino inutilizzato di ferro, cuoio, tela, feltro ecc.
che non sia messo in vendita da questi robivecchi
e non sia comprata da l’uno o dall’altro”.
Davanti a
questa allegra e utile operosità, Goethe
ne deduce che i napoletani non sono dediti all’ozio, come si crede, e
che non si può parlare di essi come scioperati e perdigiorno. “Sarei
tentato di affermare per paradosso che a Napoli, fatte le debite
proporzioni, la classi più basse sono le più
industriose”. Ci si industriava, quindi, per
vivere e non si viveva per produrre di più, consumare sempre di più e
spargere i rifiuti nell’ambiente.
La Napoli visitata da
Goethe era ben diversa da quella di adesso,
dove la grande maggioranza dei napoletani,
ricchi e poveri, giovani e vecchi, acculturati e non, buttano
tranquillamente nei contenitori o in strada le loro buste contenenti di
tutto. E se dici loro qualcosa (come è
successo spesso al sottoscritto) ti senti rispondere malamente
invitandoti a farti i fatti tuoi.
La Napoli di due secoli fa
rappresenta dunque un vero e proprio esempio di
grande cultura del riciclo, riutilizzo, ricupero. Un modello
perduto e a cui tutti dovremmo rifarci per
disintossicarci dallo sviluppo e dalla crescita economica responsabili
del degrado dell’ambiente al quale purtroppo assistiamo.
Nostalgia del passato? Non
precisamente. Senza una cultura che veda l’ecologia come nuovo modello
di vita, i mucchi per strada di spazzatura rappresentano una
responsabilità palese non solo della camorra e delle istituzioni ma
anche della gente.
20-1-08
Paolo Abbate
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EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA |
LA MULTINAZIONALE FRANCESE VEOLIA DA RAGIONE ALLE TESI DEGLI
AMBIENTALISTI: SENZA CONTRIBUTI
ECONOMICI BRUCIARE I RIFIUTI DIVENTA SVANTAGIOSO.
E GLI AMBIENTALISTI DI VAS RIBADISCONO: GIÙ LE
MANI DAI CIP6, LA FAVOLA DELL'INCENERITORE CHE MANGIA I RIFIUTI E REGALA
ENERGIA NON INCANTA PIÚ NESSUNO.
(per leggere il comunicato stampa della Presidenza Nazionale VAS
clicca quì)
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Tragedia rifiuti in Campania:
la posizione di VAS in un'analisi delle cause della
crisi e delle prospettive per uscirne. Il documento di Antonio D'ACUNTO,
Guido POLLICE e Walter IANNOTTI è stato illustrato all'Assemblea della Rete
Rifiuti Zero, tenuta alla facoltà di Architettura di Napoli sabato 19
gennaio (clicca quì per leggerne il
testo)
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"Il nuovo inganno nucleare" :
Antonio D'ACUNTO traccia un'analisi minuziosa e
spietata dei rischi e dei costi dell'assurda scelta nuclearista del governo
italiano, che contrasta la volontà espressa dagli Italiani e apre un nuovo
capitolo dell' "inganno nucleare" (M. Fazio)
Ü
vedi editoriale ("Nucleare: le ragioni del no")
apparso sul sito nazionale www.vasonline.it.
Clicca
qui per leggere l'articolo.
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B agnoli:
la posizione degli ambientalisti
sul porto a Bagnoli in un documento comune:
NAPOLI NON HA
BISOGNO DI NUOVI PORTI MA DI UNA GRANDE SPIAGGIA PUBBLICA AD ACCESSO LIBERO,
APERTA A TUTTI I NAPOLETANI. OCCORRE MOBILITARSI PER DIFENDERE IL PATRIMONIO
AMBIENTALE E STORICO DI BAGNOLI DA OGNI MINACCIA SPECULATIVA!
Üleggi il
comunicato stampa congiunto di Greenpeace, Italia Nostra, VAS e WWF
in VAStampa
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"Napoli da amare": Antonio D'ACUNTO rilancia
la proposta di un'Assise Nazionale che riapra il dibattito sul futuro di
Napoli Ü leggi
editoriale pubblicato sul sito nazionale di VAS (www.vasonline.it
e su quello di VAS-Campania (www.vascampania.org)
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Via
portaerei e sottomarini nucleari dal golfo di Napoli!:
VAS Napoli aderisce alla protesta ecopacifista
contro la presenza della "USS Truman" e chiede risposte alle autorità
preposte alla sicurezza dei cittadini. (Leggi
comunicato stampa su IL VASTINO Napoletano
in data 25.11.07 e l'articolo pubblicato su
Il Napoli del
26.11.07)
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Bastamianto! :
Un'informativa
- da parte di uno studio legale di Milano - sulla possibilità di azioni
legali da parte di marinai italiani esposti all'amianto su natanti di
fabbricazione statunitense (per saperne di più, cliccare
quì)
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Festa dell'Ambiente Naturale di Napoli
Nord (Area Verde Attrezzata di
Chiaiano - sabato 29 e domenica 30 settembre 2007):
l'Amministrazione Comunale ne impedisce lo svolgimento, adducendo risibili
pretesti, e VAS esprime la sua protesta
Ü vedi comunicato
stampa alla rubrica
VAStampa
e leggi,in prima pagina, il CORSIVAS (in napoletano).
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> nella foto: veduta aerea Selva di Chiaiano e banchetto VAS in corso Chiaiano (30.09.07)
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"Villa Floridiana"
:
VAS Napoli interviene sulla sua chiusura di gran parte
e sul merito dei lavori in progetto
Ü vedi, alla rubrica
VAStampa,il comunicato
del Portavoce, Ermete Ferraro, pubblicato il 19 giugno '07 su: IL MATTINO, ROMA-il
Giornale di Napoli e il Napoli e quello del 14.07.07, ripreso da
Il Napoli del 15.07.07 e da Napolipiù del 17.07.07- Per
leggere l'intera rassegna stampa clicca
qui.
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VAStampa :
IL
VASTINO
N A P O L E T A N O
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 | 17.03.07 > VALLONE S. ROCCO: VAS
aderisce al comitato |
 | 26.03.07 > VASSOCIAMO! : la
prima VAStenda a Piazza Dante domenica 25 marzo. |
 | 26.04.07 > RIFIUTI: emergenza
evitabile ! |
 | 20.05.07
> EMERGENZA RIFIUTI: basta con le "ecoballe"!
|
 | 19.06.07 > VILLA FLORIDIANA: VAS
Napoli interviene sulla chiusura del parco. |
 | 29.06.07 > VASSOCIAMO! : la seconda
VAStenda a Via Toledo-P.zza Trieste e Trento |
 | 14.07.07 > VILLA FLORIDIANA: nuovo
intervento di VAS Napoli sui lavori che ne impediscono la fruizione. |
 | 23.09.07 > RETE NATURA E TUTELA
BIODIVERSITA' |
 | 30.09.07 >FESTA DELL'AMBIENTA NATURALE
DI NAPOLI NORD: il Comune ne sospende lo svolgimento con risibili
motivazioni |
 | 24.11.07 > VAS Napoli aderisce alla
protesta contro la portaerei nucleare Truman |
 | 08.01.08 > Rifiutiamo i rifiuti!
L'alternativa c'è, da 15 anni! |
IL
VASTINO Napoletano -
Archivio Notizie
 | 02.11.06 > NUOVO COORDINAMENTO di VAS Napoli. |
 | 11.12.06 > ASSENBLEA NAZIONALE VAS a
Sorrento. |
 | 07.12.06 > COLDIRETTI: Biodegradabile
contro emergenza-rifiuti. |
 | 29.12.06 > BAGNOLI:ricorso di VAS ed
altre organizzazioni sulle modalità di bonifica. |
 | 21.01.07 > SERVITU' MILITARI: Iniziativa ecopacifista di VAS. |
 | 22.01.07 > "ECOLOGIA
DELLA PACE": il Card. Sepe, risponde a VAS
Napoli. |
 | 01.02.07 > ANTENNA SELVAGGIA:Vittoria di VAS. |
 | 18.02.07 > BAGNOLI: VAS auspica
radicale inversione. |
 | 03.03.07 > NUOVO STADIO A SCAMPIA? No,
grazie! |
|
VAS-docs:
Per consultare documenti su:
 | Organizzazione di VAS (1) |
 | Diversità Culturale ed Ecologia Linguistica (1) |
 | Ecopacifismo (4) |
 | Democrazia partecipata (2) |
 | Tutela della salute da inquinamenti (1) |
 | Gestione smaltimento rifiuti (2) |
 | Nucleare (1) |
IN EVIDENZA
|
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VAScoltiamo...

Numero Verde per
segnalazioni a VAS Nazionale (
www.vasonline.it )
Å081
5525466
tel&fax
del Circolo VAS di Napoli
|
il CorsìVas di Ermes
ARCOBALENO O ARCA-BALENA ?
Evviva! E' nata la
coalizione-raggruppamento-cartello che unisce la Sinistra storica con la
tradizione ambientalista dei Verdi, il cui leader ha esultato, definendo
"utile" il voto dato "a un soggetto che ha nel simbolo i colori
della pace e come obiettivo la tutela dell'ambiente". Beh, a
dire il vero, non è che l'aggettivo "utile" sia proprio il massimo per
lanciare la nuova formazione politica. Sappiamo però che il vocabolario
della politica e i concetti che dovrebbero stare dietro le parole
si sono irrimediabilmente ristretti, per cui pare proprio che ci tocca
accontentarci d'un codice linguistico vago, approssimativo e sbrigativo.
Il fatto che votare per "la
Sinistra - l'Arcobaleno" risulti utile, comunque,
sembrerebbe proprio ciò che interessa alla maggioranza di quelli che le
hanno dato vita, e che adesso si alternano a fare i complimenti intorno
alla culla della neonata, lasciando però trasparire qualche imbarazzo e
cautela, dettati forse dalla necessità di prendere tempo, per capire
meglio... a chi assomigli la pargoletta... Una delle poche cose certe
di questa creatura è che l'hanno battezzata con due nomi, uno femminile
e l'altro maschile, tanto per non scontentare nessuno. Anche il suo logo
risulta da una sintesi grafica, in cui appaiono, in basso, delle onde
iridate, mentre nel semicerchio superiore sembrerebbe essersi esaurita
la fantasia dei creatori, che non hanno saputo trovare niente di meglio
che scriverci il doppio nome di cui sopra, rigorosamente in caratteri
rossi e verdi, su sfondo bianco. Nutro qualche sospetto che Pecoraro
Scanio abbia tentato di farvi collocare un sole-che-ride, ma qualcuno
certamente gli avrà fatto notare che così il nuovo logo avrebbe
acquisito un'inquietante somiglianza col simbolo del partito
socialdemocratico di una volta. Per non parlare del fatto che, a quel
punto, PRC e PCI si sarebbero sentiti in dovere d'inserire anche loro
una falcetta-e-martellino da qualche parte, con prevedibili conseguenze
negative sul piano grafico.
Dunque, vediamo un po' gli
elementi che abbiamo finora a disposizione per esprimere un giudizio.
(1) Votare la Sinistra - l'Arcobaleno (forse sarebbe
meglio chiamarla "Sinistrarcobaleno", per snellire un po' questo nome
composto, come si fa con Pierpaolo o Giambattista...) è qualcosa di
utile; (2) si tratta di un'alleanza il cui simbolo ricorda
la pace e l'ambiente e, secondo una dichiarazione del neo-leader
Bertinotti, (3) lascia trasparire "la grande ambizione di
cambiare la società". Beh, mi sa che è ancora troppo poco per
riuscire a trascinare le masse, inducendole a votare per la neonata
formazione, soprattutto se si tiene conto che i primi provvedimenti che
il leader dei Verdi si è sentito di proporre, a mo' di esemplificazione,
sono state le leggi per le unioni civili e per il conflitto
d'interessi... Sarà probabilmente solo una sensazione, ma nella
generale confusione di elezioni politiche le cui vicende sono iniziate
con l'accusa rivolta dalla coalizione conservatrice a quella
"democratica" di volergli copiare il programma, ho l'impressione che
anche a Sinistra del PD le idee non siano troppo chiare. O, peggio
ancora, che non si ritenga nemmeno tanto "utile" chiarirle agli
elettori, ai quali si chiede piuttosto un'adesione "a pelle", istintiva
- come dire? - "senza se e senza ma"...
Per carità, non
fraintendetemi. Da nonviolento ed ecopacifista storico, personalmente
apprezzo molto sia il nome sia il simbolo della nuova formazione. Da
primo eletto a Napoli dei Verdi (nel lontano 1987), e come primo e unico
capogruppo circoscrizionale (nel 1995) di una formazione denominata "Verdepace-Arcobaleno",
nessuno più di me può condividere questa scelta, che mi ricorda pure
l'esperienza napoletana dell'associazione "Verdarcobaleno", iniziata
proprio in quegli anni insieme con l'amico Antonio D'Acunto, ultimo
consigliere regionale dei "Verdi Arcobaleno". Quello che mi convince di
meno non è infatti né il logo iridato (che mi riporta col pensiero a
tante battaglie antimilitariste e pacifiste), né la parola "Sinistra"
(che semmai mi ricorda la breve, ma positiva, esperienza che ho fatto
da primo presidente "verde" di una Circoscrizione napoletana, alla guida
di una...minoranza che potrebbe oggi tranquillamente identificarsi nella
nuova formazione politica).
A lasciarmi poco convinto,
semmai, è l'evidente fretta e superficialità con cui è stato concluso il
ciclo di un processo che pur durava da molti anni, senza evidente
successo, sol perché ormai non restava altro tempo da perdere e le
elezioni bussavano già alle porte. Ecco, è proprio questa "utilità"
troppo strumentale ed assai poco attenta alla maturazione effettiva del
processo stesso che adesso suscita qualche perplessità, costringendomi a
pormi qualche domanda scomoda e politicamente scorretta su fini e sui
mezzi della nuova coalizione rosso-verde. Il predetto Antonio D'Acunto,
in un suo recente
editoriale on-line sul sito nazionale dell'Associazione
VAS, ha fatto importanti osservazioni in proposito, scrivendo: "Oggi
nasce la Sinistra l’Arcobaleno: la questione per molti della sinistra e
della cultura ambientalista è se esso è la sommatoria, l’escamotage
elettorale, di alcune forze politiche o anche di singoli politici, in
grandissima difficoltà, per salvare la loro presenza alla Camera ed al
Senato, oppure è il reale avvio, la vera nascita di un grande soggetto
politico, sì di un Partito Nuovo, che sappia fondere la storia, i
valori, i bisogni della Sinistra politica con l'Ecologia; il Mondo di
oggi con le Future Generazioni, la Salvezza dell’Uomo con quella del
Pianeta, con l’attualità di un programma chiaro e forte che vada in tale
direzione."
Ecco: il vero problema mi
sembra che sia proprio questo e non può essere certo eluso facendo
ricorso a slogans elettorali o a frasi ad effetto. Se ci
troviamo effettivamente di fronte ad una vera scelta, ad una reale
novità nel panorama politico, ci saranno senz'altro quelli che D'Acunto
chiamava "segnali netti, chiari nei contenuti e nella
rappresentatività" , indice evidente di "un rinnovamento
profondo che deve valere per l’insieme de la Sinistra l’Arcobaleno".
In caso contrario, invece, ci troveremmo ahimé di fronte ad una
pura e semplice trovata elettorale, un'alleanza sotto forma di
"arca-balena", "utile" solo a salvare i Pinocchi e i Geppetti di turno,
ma il cui richiamo risulterebbe ovviamente molto debole e che quindi
sconterebbe l'ambiguità e la strumentalità di una pseudo-scelta.
Attenzione allora: i
cittadini comuni, i giovani soprattutto, sono maledettamente stanchi e
delusi. Non hanno bisogno di spot di facciata, ma di una
chiarezza e coerenza diventate merci sempre più rare in quella specie di
mercatino rionale della politica in cui siamo costretti a scegliere. Se
invece "la Sinistra-l'Arcobaleno" saprà emergere da questo clima di
"saldi di fine stagione" e se riuscirà a proporre qualcosa di veramente
nuovo e convincente, che faccia leva sul protagonismo e la
partecipazione diretta, sono certo che le adesioni a questo progetto
alternativo diventeranno sempre più numerose e convinte. Auguriamoci che
così sia !
Pubblicato, in data 19 FEBBRAIO '08 sul blog:
http://ermeteferraro.splinder.com
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Webmaster :
Ermete Ferraro
ermeteferraro@alice.it
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